Andrea Cavalieri – Cosa faccio

Cara/o amica/o, ti racconto in questa sezione “Cosa faccio” e cosa potremmo fare insieme. Le informazioni seguenti, credo siano quantomeno doverose. Se ancora non lo hai fatto e vuoi sapere di più, ti invito inoltre a dare un’occhiata alla sezione “Chi sono…. Andrea Cavalieri – Cosa faccio

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La psicobiologia nasce in Italia come specializzazione della facoltà di Psicologia dell’università di Torino (Psicobiologia del comportamento umano).

Questo indirizzo accademico interdisciplinare, che allarga la psicologia alla sociologia, alla biologia, alla filosofia, all’antropologia e alla fisica, ha trovato il suo sbocco naturale sviluppandosi come indirizzo di riferimento nelle consulenze per le relazioni d’aiuto, grazie al Counseling ad indirizzo psicobiologico (SSCP – Scuola superiore di Counseling Psicobiologico – Unipsi – Università popolare delle scienze psicologiche e sociali).

Ad alcune persone, la parola “psiche” incute sempre un certo timore.

Pertanto, prima di scrivere qualcosa di più sulla Psicobiologia del Benessere, lasciami attingere nella cultura greca antica per illustrare la bellezza di questo termine.

“Psiché” deriva dal greco antico “ψυχή” che significa “anima”, “spirito”, o anche “farfalla”, in quanto tratto dal verbo ψύχω (psycho, “respirare”). In generale, la psiche è intesa come il complesso delle funzioni e dei processi che danno all’individuo esperienza di sé e del mondo, e ne formano il comportamento.

Andrea Cavalieri - Cosa faccio

La Consulenza in Psicobiologia del benessere è un’attività di consulenza informativa e formativa avente per oggetto il miglioramento della qualità della vita del cliente, da ottenersi con il contributo attivo e fondamentale del cliente stesso per la comprensione e la costruzione di un nuovo significato da dare agli eventi.

La persona viene pertanto considerata nella sua globalità, e quindi non classificata, né per un determinato profilo psicologico, né per via di patologie vere o presunte.

La psicobiologia del benessere diviene pertanto un’attività di ricerca – da effettuarsi congiuntamente con il cliente – del suo unico e personale percorso nella direzione del recupero del rapporto con sé stesso e del miglioramento della qualità della sua vita, facendo affidamento su risorse personali da scoprire – o riscoprire – e possibilmente potenziare.

Il consulente in psicobiologia del benessere costituisce pertanto un valido supporto nel portare/riportare alla luce il valore della persona, che non viene definito da ciò che possiede, ma da ciò che realmente è.

Ritorniamo per un attimo nella Grecia antica, ove Socrate scrisse una breve e famosa frase sul tempio del Dio Apollo a Delphi:

Conosci te stesso“. Che potenza in questa breve frase.

Ma quanto possiamo dire di conoscere realmente noi stessi?
Possiamo fare chiarezza, considerare gli accadimenti da punti di vista diversi e migliorare la nostra vita? Possiamo fare piccole scoperte e passi concreti?

Sì, possiamo farlo, e possiamo farlo attraverso tre capisaldi:

Conoscere le basi dei comportamenti umani, l’influenza che sulla nostra vita hanno i dogmi, le tradizioni, le false credenze, le abitudini e gli insegnamenti ricevuti o non ricevuti, che ci hanno condizionato e talvolta ostacolato.

Fare tutto ciò di cui sopra con l’unico obiettivo di abbandonare il passato per proiettarci nel presente e verso un futuro diverso, nuovo e più consapevole.

Avendo maggiore consapevolezza delle situazioni, di certe abitudini e di certe credenze, ecco che possiamo procedere con maggiore coraggio e nuovo slancio in determinate direzioni.

Questi tre aspetti fondamentali ci portano verso un cambiamento che non è imposto dall’alto, in virtù di qualche sapere superiore del terapeuta*. No, anzi: questa metamorfosi e costruita dal consulente insieme al fondamentale contributo del cliente, in virtù della creazione congiunta di un significato più completo, ossia Co-costruito, per usare il termine coniato e tanto caro al filosofo Gadamer.

Il significato, cioè, lo si costruisce insieme mettendo in relazione stretta il cliente, quale esperto degli eventi e il consulente, quale gestore del metodo.

(*A scanso di equivoci, e prima che qualcuno storca il naso, ricordo che il termine terapeuta, viene dal greco Therapeia, ossia “servizio” e quindi il terapeuta è “colui che si mette al servizio di qualcuno”).

La mancanza della conoscenza di sé e la mancanza di consapevolezza ci rendono immobili, e una tale condizione non contempla quella dose di coraggio necessaria per cambiare.

Per cambiare bisogna decidere. Per decidere bisogna scegliere. Per scegliere bisogna preferire. Per preferire bisogna essere disposti a rinunciare a qualcosa.
  • La consulenza del benessere, si rivolge a chiunque sia sufficientemente motivato e in grado di intraprendere un percorso di conoscenza e di consapevolezza.

Essa non distingue le persone in considerazione della loro condizione di salute fisica o mentale, perché la promozione del benessere è un diritto di ogni cittadino, nei limiti in cui essa sia concretamente realizzabile.

La consulenza del benessere può essere rivolta a chiunque, perché il suo scopo non è concentrarsi su una patologia mentale (per quella, nel caso, quando effettivamente presente, ci sono le figure deputate dello psichiatra e dello psicoterapeuta), ma consentire alle persone di sfruttare al massimo le risorse che possiedono, qualunque esse siano.

Facciamo questo tratto di strada insieme. Conosciamoci, e se decideremo di procedere, ti dirò fin da subito che gli incontri saranno limitati e concordati. La terapia, nell’ottica psicobiologica, deve essere una forma di assistenza contenuta, che non deve diventare né assidua, né prolungata.

Non è fondamentale l’input che ti ha portato qui, il problema in sé, ma è importante tutta la tua persona, e soprattutto, il tuo potenziale inespresso.

E ti tolgo un altro dubbio: probabilmente, come molti, necessiti “solo” di comprendere e vedere le cose in un altro modo per poter agire in autonomia, modificare situazioni e scoprire di conseguenza quel potenziale di te che forse, non sapevi nemmeno di avere.

A tal proposito, ti lascio una massima orientale sulla quale riflettere:

Non si può salire su un cammello che non è ancora arrivato, né su uno che è già andato via

Prenditi cura di te.

Non vedo l’ora di conoscerti e di parlarne insieme.

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