Disattenzione e telefoni cellulari: una dipendenza

Disattenzione e telefoni cellulari: una dipendenza pericolosa

Secondo uno studio condotto dal National Safety Council, l’uso del cellulare alla guida è la causa di 1,6 milioni di incidenti stradali ogni anno. La disattenzione al volante causata dall’uso compulsivo dei telefoni cellulari è a tutti gli effetti il frutto di una dipendenza, per giunta pericolosa.

E non solo: l’uso eccessivo dei telefoni cellulari può anche causare problemi di salute mentale, come ansia e depressione.

Se guidiamo e facciamo altro contemporaneamente, rischiamo di non fare bene nessuna delle due cose. Sicuramente ci distraiamo, possiamo invadere la carreggiata opposta procedendo a zig zag, magari accorgendoci delle nostre distrazioni giusto un attimo prima di combinare un disastro. Quante se ne vedono di sterzate brusche per ritornare sulla retta via, rischiando – così facendo – di provocare panico, colpire un pedone o un ciclista, disorientare altri automobilisti.

Insomma, perdendo l’attenzione, oltre a provocare danni direttamente rischiamo altresì di causare reazioni incontrollate in coloro che si trovano sulla strada come noi.

Ma non solo: ci sono persone alla guida che tengono il telefono in una mano, facendo riprese o selfie in atteggiamenti non propriamente consoni ad un’attività delicata come quella della guida, e nell’altra mano una sigaretta ed il volante.

E poi sì, può fare sorridere, ma ci sono soggetti che, distratti dal telefono, si scontrano perfino camminando a piedi. Colpiscono oggetti lungo la strada o altre persone, completamente assorte come sono nelle loro “conversazioni/esibizioni”.

Altre siedono al tavolo di un ristorante o di un bar – e probabilmente anche in famiglia – senza scambiare una parola con i commensali al loro fianco. Stanno lì, intente nel guardare immagini o scrivendo a qualcuno che evidentemente è più importante ed appagante dei presenti.

Per non parlare della sempre più diffusa moda di distrarsi dalle attività quotidiane per commentare qualsiasi argomento sui Social network, e poi finire per litigare su tutto, rovinandosi l’umore e le giornate.

Secondo uno studio condotto dal Pew Research Center, il 97% degli americani possiede un telefono cellulare. L’85% di questi lo utilizza per accedere a internet. Questo significa che molte persone trascorrono buona parte delle loro giornate a guardare lo schermo del loro telefono.

L’uso eccessivo dei telefoni cellulari può causare problemi di salute mentale, come l’ansia e la depressione. Secondo uno studio condotto dal National Institutes of Health, questa tipologia di abuso può causare irritabilità, nervosismo, tristezza e solitudine.

Tuttavia, la dipendenza dai telefoni cellulari – ivi compresi Pc e Tablet – non dovrebbe essere vista come un problema da punire, ma piuttosto come un bisogno da ascoltare. Non è proibendo qualsiasi cosa drasticamente che si risolve il problema (in questo caso trattasi dell’uso di un oggetto che ha anche le sue indubbie utilità). Il problema lo si può cominciare a risolvere capendo il perché vi sia il bisogno di farne un uso smodato.

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Facciamo un esempio collaterale: la nostra società cerca di monitorare e limitare l’uso delle sostanze che danneggiano l’organismo, come per esempio gli stupefacenti (lo si fa curiosamente con meno puntiglio per quanto riguarda l’alcol ed il fumo, che sono consentiti e nel primo caso pure pubblicizzati), ed è una misura emergenziale comprensibile, ma a patto di capire poi il perché se ne utilizzino dosi così massicce.

Ahimè non sembra che ci sia però la volontà di ragionare con costrutto sul perché una società sofferente, “costringa” molti dei suoi componenti a ricorrere a sostanze che palesemente fanno male all’organismo. E nonostante questo sia risaputo, questi consumatori vi ricorrono ugualmente per il “bisogno” di un ingannevole sollievo, ahimè momentaneo.

Una volta un tossico dipendente disse che “quella merda” era l’unica presenza al mondo a prestargli ascolto.

Diciamoci le cose come stanno: analizzare seriamente un argomento tanto serio, potrebbe rendere tutti noi alla stregua di un Re nudo. Le risposte trovate potrebbero farci paura. Le nostre responsabilità, le famose “colpe” che diamo solitamente agli altri in questi casi, potremmo scoprire essere in buona parte anche le nostre.

Forse, in giro, c’è un po’ d’ipocrisia.

Torniamo ai nostri amati telefoni cellulari. La dipendenza da questi oggetti può avere diversi effetti negativi sulla vita quotidiana delle persone.

Ad esempio, può condizionare il sonno, ridurre la produttività sullo studio e sul lavoro, e causare – come abbiamo citato in apertura – seri problemi di relazione. D’ora in avanti, si aggiungerà anche l’intelligenza artificiale al nostro quotidiano, con tutte le incognite del caso che si porterà appresso se ne faremo un uso sregolato.

Come sottolinea lo psicologo Adam Alter, autore del libro “Irresistible: The Rise of Addictive Technology and the Business of Keeping Us Hooked”, “ogni dipendenza nasconde un bisogno, e il modo migliore per affrontare una dipendenza è capire quel bisogno trovando modi sani e costruttivi per soddisfarlo”.

È interessante notare come la nostra società spesso consenta ed agevoli situazioni che hanno un certo potenziale di pericolosità, le quali possono portare i soggetti più fragili e sensibili ad eccedere nelle modalità di utilizzo o di consumo. Quando questo avviene, la soluzione più sbrigativa del problema avviene tramite la punizione.

Ad esempio, come dicevamo, l’alcol viene pubblicizzato (con alcune limitazioni che puoi leggere QUI) pur conoscendone gli innumerevoli effetti collaterali. Se ne consumiamo troppo, oltre a poter danneggiare noi stessi e gli altri, possiamo divenire soggetti a sanzioni (la guida in stato di ebbrezza per dirne una).

La velocità eccessiva delle auto è invece un altro esempio, diverso, ma ancora più curioso. Vengono imposti limiti di velocità un po’ ovunque e installati autovelox. Allo stesso tempo, viene autorizzata la produzione di auto che possono superare di gran lunga questi limiti.

Questi veicoli, poi, più sono potenti, più hanno valore aggiunto e divengono simbolo di prestigio.

Se non posso fare più dei 130 Km/h in autostrada, i 90 (70 ormai un po’ ovunque) sulle extraurbane, i 50 in centri abitati con zone limitate a 30 all’ora, perché viene consentita la vendita e la circolazione di veicoli che superano abbondantemente il limite massimo consentito?

Il limite dei 130 Km/h è presente nel nostro paese dal 1974. Perché un ciclomotore non deve superare i 45 Km/h uscendo dalla fabbrica e l’auto, in barba a tutti i divieti di circolazione, può fare ciò che crede?

Forse lo scopo non dichiarato è monitorare la resistenza del cittadino alle tentazioni? Chi lo sa.

Mettiamola in metafora: perché produrre un cioccolatino accattivante, succulento e farcito, e poi consentire al cliente di mangiarne solo l’involucro esterno, dal momento che, mangiarlo tutto è pericoloso per la salute nonché reato sanzionabile? La cosa sembra alquanto diabolica e perversa.

L’uso dei telefoni è diventato per molti una dipendenza. Questa dipendenza può far male ovviamente a sé stessi, ma anche agli altri.

L’utilizzo della tastiera di questi apparecchi, alla guida, può causare distrazioni e incidenti. Guardare il monitor è altrettanto pericoloso, come farsi fotografie o video.

Nella vita di tutti i giorni, l’isolamento, i problemi nelle relazioni, le ansie e le depressioni possono manifestarsi a seguito dell’utilizzo continuo di questi apparecchi.

Come in tutte le dipendenze, cercare di proibire qualcosa senza coglierne il senso serve il giusto. Bisogna sforzarsi di capire quali bisogni non soddisfatti si nascondano dietro certi comportamenti. Il che fa paura, perché capire implica il rischio di saltarci dentro un po’ tutti.

Ancora non abbiamo dati certi sui danni diretti e indiretti causati dall’uso improprio degli apparecchi telefonici.

Conosciamo però altri dati relativamente alle dipendenze, che possono tornare utili per aprire un po’ la nostra mente al problema. In occidente, il fumo, l’alcol e le droghe sono tra le principali cause di morte cosiddette evitabili. Secondo Our World in Data, nel 2019:

  • Il tasso di mortalità per 100.000 persone per disturbi legati all’uso di alcol e droghe era di circa 23.
  • Il tasso di mortalità per 100.000 persone malattie legate al fumo era di circa 182
  • Il tasso di mortalità per 100.000 persone in incidenti stradali era di circa 9

Dati da fonti: Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – Istituto per la Misura e la Valutazione della Salute (IHME)

Il fumo è quindi la prima causa di morte nel mondo occidentale tra quelle sopra citate. Questi dati dovrebbero spingerci a cercare un significato che non abbia nessun interesse di altro tipo alle spalle, se non quello di comprendere quanto disagio diffuso si nasconda dietro il nostro lusso di cartone.

E attenzione, questo è il tasso di mortalità: poi ci sono le dipendenze quotidiane, le sofferenze, gli incidenti, le invalidità che questo carrozzone si porta appresso, immense e difficilmente quantificabili.

Per quello che riguarda l’utilizzo non corretto dei telefoni, mentre cerchiamo o dovremmo cercare di dare un significato a certi comportamenti, potremmo farci qualche domanda e suggerire riflessioni che portino a soluzioni.

Per quanto riguarda l’utilizzo esagerato del telefono, soprattutto nel mondo social, penso alla necessità di mettere un freno all’utilizzo giornaliero dell’apparecchio. Certo, dei limiti temporali potrebbe inserirli autonomamente l’utente, ma sarebbe come chiedere ad uno che gioca compulsivamente d’azzardo di non andare alla ricevitoria.

  • Potrebbe però diventare argomento di dibattito all’interno dei governi?
  • Si potrebbe pensare di mettere dei limiti ai collegamenti internet per questioni che non siano prettamente lavorative?

Per esempio:

  • Ora che arrivano le auto a guida autonoma, l’intelligenza artificiale eccetera, possibile non si riesca ancora ad impedire l’uso del telefono nell’abitacolo, vincolandolo al solo ausilio del vivavoce?
  • Si progettano mille diavolerie, pertanto è mai possibile che non si possa arrivare ad un sistema che metta fuori uso la tastiera e il monitor del cellulare all’interno dell’abitacolo di un veicolo in movimento?

Chiaro il concetto? Passare dalla multa al conducente quando usa il telefono impropriamente alla guida, a non consentire al telefono di funzionare se non tramite il vivavoce per le chiamate mentre il veicolo è in marcia.

Se trattasi – come trattasi – in molti casi di dipendenza, non è punendo che otteniamo risultati, ma capendo (bisogna fare lo sforzo di capire però) e rieducando. Se a un alcolizzato gli diamo un bottiglione da due litri di vino e poi gli diciamo di non berne più di un bicchiere al giorno, pena una bella multa, cosa pensiamo di ottenere, se non l’incasso della contravvenzione?

Invece di improntare l’osservanza delle regole di sicurezza sulla paura della punizione, proviamo a creare delle condizioni nelle quali le distrazioni siano realmente ridotte al minimo.

In soldoni, capire il perché parte di una società sia in preda alle dipendenze è sempre compito arduo e complesso, ma fare finta di nulla o pensare di cavarsela sanzionando i disagi, non è mai molto educativo/curativo.

Cerchiamo almeno di mettere un freno agli effetti collaterali delle dipendenze, utilizzando la tecnologia per qualcosa di utile che possa salvaguardarci dal sopravvento delle nostre debolezze.

Articolo 173:

“È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie

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