scopo della vita e della nostra esistenza

Lo scopo della vita e della nostra esistenza

Un argomento sul quale si sono prodigati scienziati e filosofi, da sempre, è proprio quello relativo a quale sia lo scopo della vita e della nostra esistenza. Bel mistero.

Che ci siamo venuti a fare qui?

Possibile che l’esistenza della nostra specie si riduca al semplice nutrirsi, procreare, costruire case, accedere a mutui, comperare automobili, vestiti, correre a destra e a sinistra, e quant’altro, e poi, un bel giorno, sparire per sempre in un qualche dove?

L’essere umano agisce, e ciò che fa o dove va, è sempre il frutto dell’interazione delle esigenze dell’ambiente con sé stesso. L’ambiente interagisce nelle sue diverse forme, una delle quali – una delle tante – è quella della vita umana. Come accennato in un altro breve articolo, siamo in presenza di un continuo processo di scambio e di modificazione, ove l’esistenza di un sasso, di una foglia o di un grillo, hanno lo stesso peso e importanza di quella di un essere umano.

Mettiamola così: siamo noi che, in quanto propensi dalla nostra natura dicotomica nel classificare un qualcosa in buono o cattivo, utile o inutile, bello o brutto e via discorrendo, cerchiamo una spiegazione che per noi possa essere ragionevole.

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In realtà, l’evoluzione non ha uno scopo molto comprensibile alla nostra cognizione, in quanto, semplicemente, esiste. Però, se l’evoluzione crea in noi questa curiosità, facendo noi parte di essa, essendo noi una delle infinite manifestazioni di essa, un qualche indizio dovrà pur esserci che possa soddisfare la nostra esigenza di conoscenza.

Date le nostre curiosità, Dawkins introduce così il concetto di “gene egoista”. Lo definisce come l’unità fondamentale della selezione naturale, e suggerisce come non siano gli organismi o le specie a guidare l’evoluzione, ma i geni stessi.

Nel contesto evoluzionista, Dawkins sostiene che, tutte le forme di vita, compresi gli esseri umani, non guidano l’evoluzione nella direzione da loro voluta attraverso il libero arbitrio o la coscienza.

No, anzi.

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Le forme di vita, noi compresi, sono “schiave” dei loro geni. Questi geni sono semplici catene di molecole di acidi nucleici, che impongono la direzione all’evoluzione, utilizzando gli organismi come veicoli per la trasmissione delle informazioni genetiche.

Pensavamo di essere chissà che, e invece scopriamo di essere semplici veicoli.

Cercavamo lo scopo della vita e della nostra esistenza, e ci ritroviamo a doverci considerare, a tutti gli effetti, una sorta di autisti dei geni.

Questa prospettiva ha rivoluzionato il modo in cui pensiamo all’evoluzione e alla vita stessa. Secondo Dawkins, questi geni birichini ed “egoisti” cercano di massimizzare la loro sopravvivenza a lungo termine, attraverso la riproduzione e la diffusione nelle generazioni future. Comportamenti che sembrano altruistici per gli organismi, ma in realtà “egoisti” a livello genetico.

Per esempio, un organismo potrebbe sacrificare le proprie opportunità di riproduzione per aiutare i parenti stretti a riprodursi.

Immaginiamo un branco di leoni.

In un branco di leoni, di solito c’è un maschio dominante che si riproduce con le femmine del branco. Gli altri maschi, spesso fratelli o parenti stretti del leone dominante, non si riproducono direttamente, ma proteggono il territorio del branco da altri leoni maschi. Questo comportamento sembra altruistico perché questi leoni “sacrificano” le loro opportunità di riproduzione per proteggere il branco.

scopo della vita e della nostra esistenza

Tuttavia, dal punto di vista dei geni, questo comportamento può essere visto come “egoista”. Anche se questi leoni non si riproducono direttamente, stanno aiutando a proteggere i loro parenti stretti, i quali condividono molti dei loro geni. Quindi, aiutando i loro parenti stretti a sopravvivere e a riprodursi, stanno aiutando a garantire che i geni condivisi con loro vengano trasmessi alle future generazioni.

Le generazioni si susseguono e producono istruzioni contenute nel corredo genetico. Qualcuno potrebbe obiettare che, ciò che viene prodotto sono comunque esseri umani, esseri viventi; ma, in realtà, si producono “veicoli” per supportare e veicolare queste istruzioni. Trasmettiamo quindi, a livello culturale, dei memi.

La nostra cultura può essere condivisa oltre i limiti biologici, come la riproduzione sessuale o i legami di sangue. Questo significa che possiamo influenzare e migliorare non solo la nostra famiglia o il nostro gruppo sociale, ma l’umanità intera. Grazie al web, per esempio, ogni nuova idea o scoperta può essere condivisa immediatamente con tutti. Purtroppo, non solo idee e scoperte, lo sappiamo bene.

Man mano che la nostra cultura progredisce, siamo in grado poi di condividere informazioni sempre più complesse e dettagliate. Questo è possibile grazie ai progressi tecnologici, come le banche dati digitali, che possono archiviare molto più di quanto i nostri geni possano trasmettere.

In altre parole, l’evoluzione riguarda l’informazione, non la vita stessa. La vita è solo un mezzo che l’evoluzione usa per raccogliere, elaborare e passare le informazioni

Se siamo molto meno di quello che pensiamo o che qualcuno vuol farci credere di essere, se siamo preda dei geni e “semplici trasportatori di informazioni”, diventa importante poter vivere il più possibile con consapevolezza quanto ci accade.

scopo della vita e della nostra esistenza

Possiamo, in un certo senso, non potendo conoscere i reali e complessi scopi dell’esistenza, ribellarci allo strapotere dei geni, contrapponendo all’evoluzione biologica, quella culturale.

Possiamo quindi adoperarci per migliorare, per quello che ci è dato possibile, la qualità della nostra vita, lasciando alla componente biologica il compito di garantire la nostra sopravvivenza.