Psicobiologia del benessere

Qualcosa in più sulla Psicobiologia del benessere

Estraniandoci dal mondo della medicina, vediamo di definire la psicobiologia del benessere, dando per appurato che trattasi di una sintesi tra diverse discipline che si occupano dell’essere umano.

Stiamo parlando di una nuova scienza pluridimensionale, in cui diverse materie pongono l’uomo al centro della loro attenzione. Parliamo di elementi di psicologia, di sociologia, di biologia tanto per citarne i principali.

La componente psicologica, lo star bene

Un nuovo modo di vedere la componente psicologica, non più volta alla ricerca ossessiva della patologia, ma al contrario proiettata allo comprensione del comportamento umano e di tutto ciò che esso comporta.

Considerando bisogni primari e secondari, con focus sul benessere e la salute, e non sulla malattia.

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Ecco il punto d’incontro con quella parte della biologia proiettata verso la comprensione del comportamento degli esseri viventi, ossia la sociobiologia e l’etologia.

Parliamo quindi di una psicologia sociale della salute, una disciplina a sé stante che prende il nome di psicobiologia del benessere e che si concentra su elementi di genetica, sullo stile di vita, sull’interazione dell’uomo con l’ambiente, sul comportamento e sul contesto sociale e culturale nel quale l’individuo è immerso.

Pertanto, questa disciplina scientifica considera il comportamento umano alla luce dei condizionamenti derivanti dall’ambiente e dalle infinite necessità di adattamento al quale questa entità vivente è costretta.

Il processo storico evolutivo

La filogenetica è la base dalla quale partire. Da qui possiamo poi descrivere il comportamento umano considerando l’ontogenetica, con la consapevolezza data dalla ricerca scientifica sul fatto che, l’esistenza degli esseri viventi, umani nella fattispecie, sia la risultante del mix di innumerevoli variabili, ove il passato evolutivo è una componente imprescindibile.

Psicobiologia del benessere

Si cercano quindi collegamenti nello studio del comportamento umano, basandosi sulle scienze umane e sociali oltre ad altre come la chimica, la biologia e la fisica.

Lo scopo della ricerca di un filo conduttore tra le diverse discipline, grazie alle quali inquadrare il comportamento umano, è l’efficienza.
Anche se il termine può stonare relativamente a certi argomenti, si tenga presente che la Psicobiologia deve agevolare il progresso umano nell’ottenimento del benessere individuale, liberandoci dagli ostacoli che si interpongono al raggiungimento di questo obiettivo.
Il tutto per rendere la vita migliore, più attiva, più centrata ed appagante.

Interazione tra processi psichici e ambientali

La Psicobiologia del benessere riporta il comportamento umano ad una interazione tra processi psichici e stimoli ambientali, includendo e non trascurando la nostra eredità genetica.

Una disciplina che non si sofferma sulla ricerca maniacale di episodi relativi al passato, peraltro inficiati dalla memoria spesso labile dell’interlocutore, ma che al contrario seleziona le informazioni dopo aver fatto un quadro generale approfondito, su cui privilegiare la realizzazione di progetti ed idee.

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Si considera la persona nella sua unicità, senza catalogarla all’interno di qualche casellario patologico che preveda determinati percorsi preconfezionati.

Ogni persona è diversa e necessita di approccio e di attenzione uniche, inimitabili, non precostituite e di conseguenza, non trasferibili come modello da un individuo a un altro.

Lo scopo principale della Psicobiologia del benessere è aiutare il cliente nella ricerca della strada personale per il miglioramento della qualità della sua vita.

La psicobiologia del benessere non basata sui traumi

La consulenza psicologica del benessere non si basa sul concetto di diagnosi, come concepito a livello medico.

Tra l’altro, come specificato in altro post, per gli episodi chiaramente patologici e bisognevoli altresì di terapie farmacologiche, vi sono figure specifiche di riferimento che rispondono a quelle dello psicoterapeuta e dello psichiatra.

Quelle che l’operatore in psicobiologia del benessere formula e sottopone al cliente per la sua approvazione e discussione critica, sono ipotesi, non diagnosi.

Psicobiologia del benessere

Come evidenziato dalla ricercatrice in neuroscienze Lisa Barrett, il cervello, che ci piaccia o no, procede per ipotesi.

“A cosa assomiglia quello a cui sto assistendo? A qualcosa di simile ad eventi già vissuti? Quale informazione ho immagazzinato in precedenza? É qualcosa di nuovo?”

Ecco, si parte da qui, da una panoramica della vita che va ad affiancarsi alla comprensione dello sviluppo dei comportamenti umani generici, quelli della specie alla quale apparteniamo, per poi affinarli fino ad entrare nello specifico di quella singola vita.

Ogni vita è diversa dalle altre e merita un’attenzione unica e specifica

Con il cliente, alla luce della comprensione e della consapevolezza acquisite, si possono poi valutare punti di vista diversi per cercare nuove strade e vivere al meglio il proprio presente.

Anche uno scienziato d’altronde – che possa definirsi tale – formula delle generalizzazioni affidandosi ai dati disponibili. Le opinioni che si formano sulla base di questi dati vengono chiamate ipotesi di lavoro. E procede così, raccogliendo altri dati e confrontandoli con i precedenti.

Che ci piaccia o no, facciamo i conti ogni giorno con la paura: di non farcela, di non sapere svolgere quel compito, di non riuscire a trovare la strada giusta, di non riuscire a sopravvivere.

L’essere umano richiede pertanto un’attenzione totale rivolta ad esso come persona, in quanto essere unico, e non come ad un semplice numerino tra i tanti portatore inconsapevole di un disturbo.

Il suo scopo, quando reso partecipe e istruito nel merito, è portare nella propria vita una serie di cambiamenti nel suo comportamento, nel suo quotidiano, nel modo di vedere le cose, che gli consentano di prevenire per quanto possibile gli eventi negativi e vivere al meglio i propri giorni.