Uomo e ambiente

L’uomo non è una entità separata dall’ambiente

L’uomo non è una entità separata dall’ambiente. È parte dell’ambiente, con un ruolo più complesso e sofisticato di molti altri esseri viventi.

Non esiste essere umano o altra forma di vita separata dall’ambiente.

Se non è concepibile una natura umana separata dall’ambiente in cui si è sviluppata, tutte le indagini volte a ricostruire le caratteristiche psicologiche di una persona devono essere condotte solo ed esclusivamente inglobando queste ultime nel contesto evolutivo in cui si sono formate.
Noi umani siamo soggetti oggetto del cambiamento che avviene in ogni istante nell’universo.

Troviamo più semplice confrontarci con ciò che è al di fuori di noi, quello che vediamo con gli occhi, piuttosto che con ciò che è dentro di noi, nella nostra mente.

Per ragioni evolutive, necessitiamo di confrontarci con la realtà attraverso gli organi di senso, prima che con il nostro sistema nervoso. La percezione precede la cognizione, dà maggiore sicurezza.

Uomo e ambiente

Il dolore organico viene quindi prima, perché più evidente, più palpabile, mentre l’aspetto psicologico rimane più distante, più nebuloso, privo quasi di importanza, fino a quando non ci mette seriamente in ginocchio.

Quando il male si manifesta con sintomi fisici o segni evidenti, ecco che il medico può maggiormente riconoscerlo e mediamente, quasi tutti noi, lo accettiamo. Diverso è quando questo male si nasconde in una sofferenza psicologica. Non la vediamo, non abbiamo prove tangibili, fatichiamo ad accettarlo. E ancora peggio, non dando molta importanza all’aspetto mentale fintanto che questi non provochi problemi seri, evitiamo di ricercare i significati degli eventi della vita, mettendo in discussione le credenze, cercando di comprendere la bontà o meno delle nostre abitudini, o ancora sottraendoci alla ricerca del nostro potenziale.

L’uomo è parte dell’ambiente, ma non ha alcuna posizione privilegiata in tal senso.

Si muove nell’ambiente in una apparente condizione di scelta, in virtù della presenza di innumerevoli alternative; muoversi in una direzione piuttosto che in un’altra è però la risultante di una interazione tra le esigenze dell’ambiente e le diverse forme in cui esso si manifesta. Una di queste forme è per l’appunto l’uomo. Un po’ come avviene – per azzardare un paragone – tra una cellula e il suo organismo di riferimento.

L’uomo è quindi una forma di vita organica, che vive solo in certe condizioni ambientali, e dura molto poco rispetto alla materia che forma il nostro ambiente.

La vita è costellata di cambiamenti continui e visibili, che ci fanno vivere nell’illusione di poter condizionare e gestire l’ambiente come vogliamo, contrapponendo la natura umana a quella ambientale.

Uomo e ambiente

Ma l’ambiente è il frutto di un processo continuo di scambio e di trasformazione, in cui l’esistenza di un sasso vale quanto quella di un essere umano. Ricordiamoci sempre come Freud mortificò la nostra esistenza riducendola ad un semplice “insieme di processi psichici che agiscono al di fuori della nostra consapevolezza” e sui quali poco o nulla possiamo incidere.

Pertanto, ogni indagine sulla nostra esistenza, che non tenga conto delle innumerevoli condizioni ambientali nella quale si trova immersa e che la veda procedere per reparti stagni e classificazioni approssimative, è destinata miseramente a naufragare in una sorta di pressapochismo che preclude alla persona indagata la possibilità di capire, crescere, migliorare e sviluppare il proprio potenziale.